Povertà e svantaggio educativo (disuguaglianze formative)
Elena Zizioli e Lisa Stillo
Università degli Studi Roma Tre

Con povertà e svantaggio educativo s’intende l’impossibilità di garantire a tutti i bambini e ragazzi di avere pari opportunità di educazione, di istruzione e formazione, di cura, di sviluppare talenti e aspirazioni in un adeguato contesto cognitivo ed affettivo. Tale definizione, rielaborata dalle grandi organizzazioni come Save the Children (2014; 2016), richiama la riflessione sulle difficoltà di applicazione dell’idea di uguaglianza (Sen, 2010) e sulle differenze effettive degli esseri umani, quindi sul genere, sull’età, sulle provenienze, sulle competenze, sulle legittime aspirazioni e sui talenti, sulle condizioni economiche e culturali, sugli ambienti di vita.
I dati confermano che nell’attuale momento storico, segnato dal significativo peggioramento del quadro economico e occupazionale, che ha prodotto profondi dislivelli, incertezza sul futuro e la riorganizzazione dei sistemi di stato sociale (welfare state) nazionale e locali, con l’emergere di nuovi bisogni sociali, le disuguaglianze sono in crescita e sono più marcate laddove gli investimenti nell’istruzione pubblica e gratuita sono inadeguati.
Per quanto non riducibile alla sola dimensione economica, la povertà educativa è profondamente legata ad essa e interroga le comunità. Si tratta, infatti, di implementare politiche inclusive e partecipative per “fare sistema” attraverso alleanze educative e promuovere progetti di empowerment con pratiche compensative, secondo la nota formula del “dare di più a chi ha di meno”, lavorando sull’effettiva ‘accessibilità’ delle opportunità formative da parte di chi vive una condizione di marginalità e di esclusione sociale (Schwartz, 1994).
In Italia la disuguaglianza socio-economica è fortemente connessa con quella territoriale: spesso infatti i territori in sofferenza dal punto di vista economico e sociale sono anche quelli privi di servizi e di opportunità educative adeguate.
La condizione dei NEET, indagata e tematizzata dal progetto RE-SERVES, non può prescindere da un’indagine sul fenomeno delle disuguaglianze e sulle azioni da mettere in campo per contrastarle, in quanto tale condizione è spesso generata dall’impossibilità di spezzare i meccanismi della povertà e dell’esclusione sociale e da contesti – familiari, culturali, economici, sociali – che non investono adeguatamente sulle potenzialità dei ragazzi e sul loro futuro (UNICEF, 2019).

Riferimenti bibliografici minimi

Sen, A. (2010). La diseguaglianza. Il Mulino.

Save the Children (2014). La Lampada di Aladino.

https://s3.savethechildren.it/public/files/uploads/pubblicazioni/la-lampada-di-aladino.pdf

Save the Children (2016). Liberare i bambini dalla povertà educativa: a che punto siamo?

https://www.savethechildren.it/sites/default/files/files/uploads/pubblicazioni/liberare-i-bambini-dalla-poverta-educativa-che-punto-siamo.pdf

Schwartz, B. (1994). Moderniser sans exclure. La découverte.

UNICEF (2019). Il silenzio dei NEET. Giovani in bilico tra rinuncia e desiderio.

https://www.unicef.it/Allegati/Il_silenzio_dei_NEET.pdf

Per citare questo testo:

Zizioli, E., & Stillo, L. (2020). Povertà e svantaggio educativo. In M. Milana & P. Perillo (Cur.) Progetto RE-SERVES: Glossario. https://www.re-serves.it/